DISCORSO DEL DIRETTORE PER IL 2017

 

Nel tirare le somme di questo mio secondo anno come Direttore della Scuola di Montagna, sono molteplici le sensazioni che mi passano per la testa, alcune senz'altro positive, altre che portano con sé un po’ di rammarico perché avrei e avremmo potuto fare di più in alcuni frangenti.

Partendo dagli spunti positivi, osservo e mi compiaccio per il rinnovato interesse intorno alla Scuola. Grazie al costante impegno nel coinvolgere ex allievi dei corsi nelle attività della Scuola da parte di alcuni di noi, si sono avvicinati molti validi alpinisti aspiranti istruttori, che ringrazio fin d’ora per la loro disponibilità e il loro impegno. Questo dimostra che l’ambiente è sano e coinvolgente e che se si lavora bene e con passione i risultati vengono!

Devo poi rallegrarmi per uno “storico” evento per quanto riguarda l’organico della Scuola: questo è stato l’anno della conferma della prima istruttrice della scuola. Grazie Francesca!

 

Passando poi agli aspetti meno positivi, ma con il solo obiettivo di trarne insegnamento al fine di migliorare in futuro, non posso non fare un breve commento relativamente alla sorte del gruppo gite, a cui la scuola peraltro deve molto: da lì sono venuti molti allievi ed è stato il modo (bellissimo… io ho iniziato a frequentare il CAI partecipando ad una gita alpinistica sul Monte Rosa) per creare un volano positivo attorno alla Scuola. Erano persone che stavano bene in gruppo, ne condividevano i fini e si sentivano in sintonia tra loro:  queste le ragioni della loro partecipazione alle attività, non un “obbligo morale”.

 

Lo scopo della Scuola però non è quello di organizzare gite. Del resto il nostro slogan è “per imparare a praticare la montagna con la massima sicurezza”.

In quest’ottica sono contento che le persone abbiano cominciato ad “arrangiarsi” ad andare in montagna e che si siano creati piccoli gruppetti che condividono la passione e che sanno organizzarsi in autonomia: significa che la Scuola ha fatto bene il suo compito e che ha raggiunto il suo obiettivo.

Nulla in contrario se i singoli istruttori vorranno tornare a partecipare attivamente alla ricostruzione del gruppo gite, ma l’accompagnare in montagna le persone non è attività della Scuola.

D’altra parte, la maggior parte dei membri della Scuola si fa in quattro per portare avanti le attività: dai corsi (7 corsi in anno per una realtà come la nostra non sono pochi!), alla collaborazione con i Sogati, alle attività per i più piccoli… non posso che dirci un BRAVI per quello che continuiamo a fare con passione!

 

 

Nicola Bernardi