Discorso del Direttore 2019

L'alpinismo è questione di equilibrio sia esteriore che interiore. 

E come arrampicando si ricerca l’equilibrio rispetto al baricentro per caricare un appoggio, così nella vita interiore è importante ricercare la posizione di stabilità che permette di dedicarsi alla montagna con la giusta dedizione.

In questo senso capisco l’espressione che definisce la montagna un vero lusso... richiede salute fisica, tempo, disponibilità economiche, equilibrio mentale. Una condizione spesso che riteniamo normale, ma, quando anche uno solo di questi aspetti viene a mancare, allora ci si rende conto di quanto si sia fortunati a poter svolgere un certo tipo di attività alpinistica.

A maggior ragione questa condizione di equilibrio è necessaria per poter dare un contributo attivo alla Scuola di Montagna e spesso ho vissuto personalmente, anche di recente, oppure ho ascoltato altri istruttori parlare della frustrazione che si prova quando non si riesce a dedicarsi all’attività nella maniera desiderata.

La prima reazione deve essere interna alla persona: così come non possiamo subire la parete che abbiamo scelto e che abbiamo difronte, pena la ritirata, con lo stesso spirito dobbiamo far fronte alle vicissitudini che la vita sembra interporre rispetto al percorso che abbiamo scelto e affrontarle caparbiamente cercando anche l’appiglio più piccolo per guadagnare il passaggio chiave della nostra salita, della nostra vita.

L’ambiente della Scuola fornisce un vantaggio ulteriore perché in esso si si è creata una squadra: l’obiettivo non è più individuale ma condiviso con un gruppo di persone che agiscono, si aiutano, si sostengono per puntare ad un obiettivo comune.

È in questo ambiente fertile che il gruppo della Scuola si è consolidato, lavorando bene insieme e rinnovandosi costantemente.

Sì, perché anche la scuola è costretta a fare i conti con i cambiamenti della società. 

In effetti si è aperta una grossa discussione rispetto alla domanda che riceviamo da parte dei nostri "utenti". Vediamo sempre più avvicinarsi ai nostri corsi persone che cercano qualcuno che li porti in montagna piuttosto di qualcuno che gli insegni ad andare in montagna. L'imbarazzo è più marcato nei corsi base, dove si presentano persone nuove delle quali non si possono conoscere le attitudini e rispetto alle quali non si possono avere delle aspettative. Eppure in certi corsi ci troviamo, fortunatamente, nella condizione di avere un numero di richieste superiore a quelle che possiamo soddisfare, in base al rapporto allievi/istruttori che dobbiamo rispettare. Come fare allora a discernere tra coloro che si appassioneranno alla montagna e coloro che cercano semplicemente un'agenzia turistica?

È in effetti un peccato dover lasciare a casa qualcuno che merita per il solo fatto che è arrivato ad iscriversi un minuto dopo. Magari si ripresenterà o magari andrà a bussare alla porta di un'altra scuola... oppure andrà lo stesso in montagna per gli affari suoi.

È una problematica che rimane aperta e che occuperà gran parte delle serate dei prossimi direttivi....

Come dicevo, in ogni caso, il gruppo scuola continua a rinnovarsi e per questo a restare vivo. È con piacere dunque che mi complimento con Luca Diquigiovanni, da poco nominato Istruttore di Alpinismo e già alle prese con l'organizzazione del prossimo corso base A1. Altri componenti della scuola hanno accettato la sfida di confrontarsi con sé stessi e, soprattutto, con qualcuno che deve giudicare il tuo modo di andare in montagna e hanno intrapreso il cammino per diventare istruttori o per perfezionare il loro titolo. Ma non fatemi dire altro... lasciamo qualcosa per la prossima puntata!

Non mi resta che augurare buon lavoro per la prossima stagione a tutta la mia squadra e attendere i nuovi allievi che si avvicineranno a questo gruppo di persone speciali!

 

Nicola Bernardi, INSA ISBA

Direttore della Scuola di Montagna Gino Soldà